domenica 18 marzo 2018

Lunghissimo di 35 km "up and down"


La forza non deriva dalle capacità fisiche, 
ma da una volontà indomita.

(Mahatma Gandhi)

Mi piace riassumere con questa frase il riassunto dell'allenamento di oggi.
Tra le tante gare che hanno impegnato i runners abruzzesi, siamo rimasti in pochi ad allenarci a casa. 
Oggi ci toccava il cosiddetto "lunghissimo", l'allenamento più temuto, quello che si tende sempre a rimandare, quello da cui se ne esce peggio, ma anche quello che ti carica a manetta, quello che ti dà fiducia in te stesso, quello che ti dà la consapevolezza di praticare uno sport non per tutti, fatto di sacrifici, ma che coinvolge e cementifica i rapporti tra chi lo fà.

Domenica, esterno, riviera di Pescara, ore 08:30, Ponte del Mare. Freddo e umido, voglia di correre zero. Mi ritrovo con alcuni amici. Finalmente c'è anche Laura che correrà. Pochi km, ma correrà. La aspettiamo, non c'è fretta, ma deve tornare a rendere ancor più belle le nostre uscite. 

Dopo pochi km si serrano i ranghi, rimaniamo in quattro, io, Marco, Roberto e Diego. 
Marco ha proposto di fare il lungo correndo anche in collina, per non sbatterci nell'andare avanti e indietro sulla riviera. Ok, proposta accettata. 

Partiamo dal Ponte del Mare e arriviamo alla Warner. Attraversiamo la strada e, senza pensarci troppo prendiamo la direzione dell'interno, fino a Cappelle.
Fin qui turno ok, procediamo insieme e senza alcun problema. Ora la strada si inerpica un pò. Musica per me, piano piano mi allontano dagli altri, ma rimaniamo comunque in vista l'uno degli altri.
Sicuri e determinati, eccoci arrivare a Montesilvano Colle, che decidiamo di circumnavigare attraverso il bellissimo belvedere che la cinge tutta attorno. Sbucati in piazza, ci buttiamo giù in discesa correndo a perdifiato in cerca del mare. Scendiamo belli allegri e le distanze non ci condizionano.
L'agognato mare e la sua riviera ci fanno un bello scherzetto. Vento contrario e pioggia. Oggi però sto caricato a molla e vado a chiudere il mio allenamento di 35 km addirittura in progressione, fermandomi col rammarico che potevo correre ancora per qualche km. 
Festeggiamo con un caffè al bar, mentre fuori comincia anche a piovere. Le gambe si irrigidiscono e fanno male ogni minuto che passa, ma a noi non ce ne frega niente, siamo più forti e la stanchezza non batte la voglia di divertirci. Eccoci qui.

Era il senso della bellezza che liberava di colpo dall'angoscia e la riempiva di un nuovo desiderio di vivere. Milan Kundera

Good Run everybody.

domenica 11 febbraio 2018

un lungo di gusto!


Ore 8:30 di una domenica mattina invernale, un freddo bestiale, nuvoloso, vento da nord freddo. Il cosiddetto "tempo di merda", eppure eccoci qui co un allenamento di 30 km da fare. 
Qua le cose si fanno serie, da ora in avanti gli allenamenti che ci porteranno alla maratona di Milano dell'8 aprile dovranno essere fatti bene ed quindi importantissimo non sbagliare per cominciare col piede giusto. 
C'è un problema. Un vento freddissimo e forte ci sfida. Accettiamo la sfida e decidiamo di andare a nord e correre controvento per 15 km, per poi sfruttarne la spinta al ritorno. 
Per correre i 30 rimaniamo in 4, io e altri tre ragazzi terribili. Antonio, Francesco e Roberto.
L'andata è rilassante e tranquilla, anche se condizionata dal ventaccio che ci flagella. Si parla molto e si scherza. Arriviamo fino all'estremo nord di Silvi.
Al rientro aumentiamo un pò il ritmo. Aspettiamo di riguadagnare la riviera di Montesilvano e cerchiamo di chiudere gli ultimi km correndo in progressione. Detto, fatto! Personalmente chiudo i miei 31 km in 4:48 di media. Soddisfattissimo! 
Allenamento corso sempre a buon ritmo e senza sbattimenti. 
Si dice che correre in compagnia si rende molto di più. La compagnia è tutto. Questa volta è proprio così. Oggi eravamo un caterpillar. Chi aveva la sfortuna di attraversare la nostra corsa veniva schiacciato!
Grazie ragazzi.

Good Run everybody.   

domenica 4 febbraio 2018

Correre felice

Non voglio mettere le mani avanti, ma è un periodo che mi sento meglio e riesco a correre senza troppi patemi e con una leggerezza che non ricordavo da tempo.
Dopo aver passato momenti di rallentamenti forzati dovuti ad allenamenti per le ultra e diminuzione della voglia di correre, fare sacrifici e mettersi in discussione, finalmente riesco a correre con la stessa motivazione (certamente non allo stesso ritmo, ma l'età avanza per tutti) di una volta.
Tornare a condividere gli allenamenti con gli amici di sempre è davvero bello. Riuscire a seguire i loro ritmi è fantastico e divertente. Oggi 25 km , domenica scorsa 27, sempre col sorriso, e soprattutto con il fiato giusto. E quanti runners ho salutato! Mi è stato detto: "Ma ti conoscono tutti?"
Eh, sì, so soddisfazioni!
Buone corse amici!


domenica 31 dicembre 2017

Per un 2018 sempre di corsa!




Nel rispetto della tradizione riposto il post che ho già pubblicato negli anni scorsi, naturalmente aggiornato con i dati di quest'anno.

E anche il 2017 sta passando... 
L'anno che si sta concludendo, dal punto di vista podistico è stato per me un anno di alti e bassi. Tuttavia, piano piano, litigando con me stesso e con la mia scarsa forma fisica, sono riuscito a correre abbastanza bene. Mi spiace molto non aver curato con la solita cura questo blog, non aggiornandolo con quanto ho fatto, con le gare partecipate, con niente. Quest'anno mi ha preso un pò lo scazzo e non mi sono curato di niente. Ora so di aver sbagliato. La corsa è bellissima, è per me vita e divertimento. L'ossigeno e lo sfogo necessario per sbollire e sopportare le fatiche di tutti i giorni. E che dire degli amici che la corsa mi ha dato, mi dà e che sempre mi darà. Quest'anno non posso citare quelli del gruppo "Mai sotto a 5". Sebbene non abbia partecipato moltissimo ai loro allenamenti, questi ragazzi hanno avuto il merito di darmi nuovo entusiasmo e voglia di correre.
Il 2017 mi ha fatto comunque un gran bel regalo. Mio figlio Alessandro si è messo a correre e, piano piano, sta andando sempre meglio. Gli auguro in 2018 ricco di soddisfazioni nella vita e nelle corse. Che la forza sia con lui!

Ci si deve sempre divertire e correre , così come è successo questa mattina. 20 km di collinare corsi tutti insieme. Anche questa mattina ne è venuto fuori un bellissimo allenamento a Montesilvano Colle. Assolutamente da rifare, allargando gli orizzonti, le salite e i km...

Per quanto riguarda il bilancio annuale che dire? Se il 2016 è stato un anno da rottamare, questo è stato l'anno della ripartenza. Per primo mi sono dovuto convincere che non era tutto finito. Che non ero un ex runner, ma che anzi potevo dare ancora tanto a me stesso. Ci dovevo solo credere. Tuttavia, ho corso e quello è l'importante! Fare la cosa che più ti da soddisfazione e piacere è impagabile e quindi non mi lamento. 

E' dai numeri che si apprezzano le differenze: : 2.820 km corsi, 2615 nel 2016; 200 km in più, comunque sempre pochi rispetto ai 3.740 km del 2015. (tra gare e allenamenti. Soprattutto allenamenti). Pochissime gare, ma con 3 maratone (Milano, Collemar-athon e Verona) 1 ultramaratona (Gran Sasso); e 3 Mezze Maratone.

L'anno oramai si è chiuso, approfitto per considerarlo una vera e propria ripartenza! Spero tanto in un 2018 migliore. Che il tempo che riesco a dedicare al mio sport del cuore lo possa ottimizzare al meglio, che siano allenamenti o gare e che possa condividerlo sempre con i miei amici runners. 

Un abbraccio forte dal vostro amico runner.
Suerte!

giovedì 9 novembre 2017

Maratona di Verona... 10 giorni allo start!





Il 19 novembre si avvicina a grandi passi e io i preparo ad affrontare la mia 26ma maratona, a Verona. 
Questa maratona mi manca e non vedo l'ora di scoprirla. 
Torno in Veneto molto volentieri. E' una regione a me molto cara.
Mi divertirò a correrla, sereno e tranquillo, senza alcun assillo di tempi, ma la battaglia, come al solito, sarà solo con me stesso, con la mia testa e i miei affezionati crampi.

Non mi sono allenato bene e quindi non mi aspetto nulla di che, se non aggiungere un'altra medaglia alla mia personale collezione.
Run & Peace!
 

lunedì 16 ottobre 2017

Mezza Maratona di Pescara 2017


Domenica si è tenuta la  classica Maratona di Pescara, corredata dalle gare di Mezza maratona e non competitiva. Come al solito la città risponde bene al suo ruolo. Il lungomare, il centro, pullulano di persone, già da molto prima del via alla gara ed è una bellissima giornata di sole.
La manifestazione attira runners da tutta la regione, ma sono molti quelli che vengono da fuori, Marche, Lazio e Puglia, su tutti.
Per quanto mi riguarda, mi sento in uno stato soporifero, osservo tutte quelle persone con un certo distacco. Questo è il mio mondo, non vi rinuncerei mai. Tuttavia correre all'impazzata in tutte le gare e con tabelle durissime come in passato non mi va più, ora voglio gestirmi, selezionare poche e mirate gare e avere un'unico obbiettivo, la sola stella polare: correre sempre e il più a lungo possibile.
Di conseguenza, per uno come me che si allenava 6 giorni su 7 e sempre al massimo, le conseguenze si vedono e si sentono.
Un pò il lavoro, un pò il fatto di allenarsi meno mi hanno fatto fare un passo indietro rispetto alle mie prestazioni. Riesco ad allenarmi al massimo quattro volte a settimana, ma tant'è, me ne farò una ragione.
Guardandomi attorno mi accorgo che tanti runners della prima ora come me, si vedono poco. Le loro apparizioni in allenamenti e gare si sono diradate.
In ogni caso, basta con le lamentele e parliamo dell'oggi. Era un pò che non partecipavo ad una mezza, almeno tradizionale. il 30 settembre mi ero avventurato in una 21 km corsa su un percorso di circa 1300 metri. In fondo anche quella gara, (cosiddetta del criceto - per via di correre sempre attorno ad un anello) conclusa attorno a 1h e 40' mi è servita a capire che non stavo poi così male.
Per la mezza di Pescara ero quindi convinto di poterla affrontare con fiducia e serenità. Ho deciso di correrla insieme alla mia compagna di squadra Mara che mi avrebbe garantito un passo regolare.
In realtà, già attorno al 5° km mi accorgevo di andare un poco più veloce e ho dovuto rallentare molte volte per riunirmi a lei.
Al decimo km passo in 44', al passo di 4:24. Subito dopo il superamento del Ponte del Mare e via sulla Riviera nord, verso il capolinea di Montesilvano.
Temevo un pò il lungo rettilineo, soprattutto mentalmente. Invece, in un batter d'occhio arrivo al rifornimento di Piazza Duca e al capolinea. Da lì mancano 5 km nei quali, lo ammetto, sono andato in crisi al 20° km, rallentando un pò. Ma come dice il saggio, venuta la crisi aspetta che se ne va. E in effetti la crisi passa, corro l'ultimo km a tutta e arrivo in 1:33. 
Arrivo 121° assoluto e 4° di categoria. Piccola soddisfazione in una giornata calda e difficile per tanti. Non per me, che me ne torno a casa tranquillo e senza alcun risentimento muscolare. Meglio così! Ora penso al lunghissimo del prossimo fine settimana, 36 km! Oramai ci siamo, Verona è lì, vicinissima!

  

lunedì 31 luglio 2017

Ultramaratona del Gran Sasso 2017. Viaggio in una bellezza senza fine.

foto tratta dalla rete

Come definire correre una ultramaratona? I pareri sono discordi. C'è chi dice che avventurarsi oltre i 42 km sia da pazzi. In effetti un pò da pazzi lo è, i rischi di farsi male sono duplicati, triplicati, ma vuoi mettere la soddisfazione e l'orgoglio da arrivare a concludere una ultra?
Personalmente ho abbandonato quel mondo, ma ad alcune gare non so dire di no.
Una di queste è l'Ultramaratona del Gran Sasso. Una gara bellissima che valorizza al meglio le potenzialità attrattiva dell'altopiano e le qualità di resistenza e resilienza degli atleti. 
Quest'anno l'organizzazione ha fatto davvero un cambio di passo e la corsa è passata ad essere una vera gara di rilievo nazionale. C'è stata una eco e una partecipazione davvero da tutta Italia e tutti, indistintamente, sono rimasti ben impressionati dalla location, ma anche dalla puntuale organizzazione che non ha lasciato nulla al caso.
Giunto a Santo Stefano di Sessanio, nella graziosissima Piazza Medicea, non ho potuto non notare i tanti runners provenienti da fuori regione. Ho parlato con alcuni di loro e ho notato con quale trasporto stessero parlando dell'Abruzzo. In cuor loro non immaginavano che ci fosse tanta bellezza nel centro dell'Italia.
Sebbene i discorsi fossero piacevoli e divertenti, l'orologio ci richiama all'ordine e, in men che non si dica, arriva l'orario della partenza.
La Gara
Quest'anno, forse ostentando un pò troppa sicurezza nelle mie possibilità, decido di correre insieme a Mauro. Lui, al contrario di me, si è disciplinatamente preparato correndo bene e per tanti km (è reduce anche dal Passatore). Io ho racimolato solo un paio di uscite collinari medio lunghe di 28 e 35 km.
Allo start partiamo dal fondo del gruppo e piano piano cerchiamo di correre ad un passo lento e tranquillo, comunque tale da permetterci di svalicare al valico di Capo la Serra senza troppi patemi d'animo.


Il passo, seppur lento ci fa raggiungere e superare molte persone. Quando le cose si fanno serie, però, attorno al 18° km, laddove la pendenza si fa sentire, Mauro ne ha di più e se ne va lasciandomi al mio destino.
La mia corsa solitaria, tra alti e bassi, procede tranquilla. il passo non è dei migliori, ma la testa è sempre presente e determinata ad andare avanti.
Per fortuna ci sono tanti ristori ad alleviare un caldo ed un'arsura che non ti danno tregua e che causerà molti ritiri). 
Voglio ringraziare la gentilezza e lo spirito di sacrificio dei tanti volontari che hanno gestito quei ristori. Ci hanno dato una grande mano, insieme con i loro sorrisi e i messaggi di incoraggiamento che ci spronavano a ripartire più motivati di prima.
Voglio ringraziare anche tanti ciclisti che mi hanno offerto un pò d'acqua o sali che hanno dimostrato che il nostro è davvero un bell'ambiente dove ci sono tante brave persone.
I miei compagni di viaggio sono tanti, un ragazzo dei Lupi d'Abruzzo di Atessa che mi ha confessato di conoscermi perché lettore del blog, così come un ciclista incontrato più avanti. 
Poi ho condiviso qualche chilometro con Antonello Pattara e con tanti altri.


Correre sull'altopiano è come farlo nella pampa infuocata tanto che per un bel tratto mi sono praticamente denudato. 


Per fortuna, soprattutto verso il bivio per il Lago Racollo, siamo stati accarezzati da una leggera e fresca brezza che ci ha aiutato ad affrontare la salita che porta al 40° km. Già sull'altopiano avevo visto, seppur in lontananza, sterminate mandrie di mucche, ma dal Lago Racollo in su, corro e altre ne trovo a brevissima distanza da me. Sono bellissime, fiere e dallo sguardo austero. Un fantastico toro dal fisico imponente e muscoloso se ne sta quieto vicino alla sua lei. Una scena bellissima che mi dispiace non fissare con una foto. 


La salita finalmente finisce e raggiungo il ristoro. Due bicchieri d'acqua ed un pò di uvetta passa sono il viatico che mi lancia in discesa, giù verso Santo Stefano. Corro insieme a quattro runners fino al successivo ristoro del 45°, le forze scarseggiano, ma voglio assolutamente arrivare. E così, dopo una partenza un pò sofferta, mi butto in discesa fino all'arrivo.
Al 49 e 500 metri mi cadono in terra gli occhiali da sole. Fermarmi e raccoglierli è stata davvero dura, ma ce l'ho fatta. Riparto, bivio a sinistra e arrivo davanti al municipio.
5 ore e 7 minuti dice il cronometro. 15 minuti in più dello scorso anno. 
Anche se più lentamente ho corso bene e le sensazioni fisiche del giorno dopo sono ottime. 
Con un pò di allenamento in più forse l'avrei "vissuta" meglio, ma non importa. Le sensazioni e le emozioni che ho avuto, valgono totalmente quel poco di fatica e sofferenza.
Concludo dicendo grazie a chi, involontariamente, mi ha spronato, sostenuto, gratificato con la sua presenza e la sua illimitata fiducia, credendoci anche e più di me. Grazie, grazie, grazie.